Formazione sulla consapevolezza informatica


Come ben evidenziato dal recente rapporto di Europol "How COVID-19-related crime infected Europe during 2020", l'attuale pandemia e la situazione emergenziale che ne è derivata è stata una grossa opportunità per il crimine informatico con un forte aumento delle attività fraudolente già a partire dai primi mesi del 2020. Possiamo così affermare che la pandemia non è stata solo un rischio per la salute ma anche per la sicurezza informatica. Tra i fattori che hanno portato a questo aumento vi è la rottura del consueto perimetro di cybersecurity aziendale che si è frammentato in un perimetro allargato, ubiquo, che ci ha visto lavorare da casa in una situazione di precarietà tecnologica e psicologica. L'ecosistema domestico è infatti assai più fragile dal punto di vista infrastrutturale di quello aziendale ma sono state soprattutto le vulnerabilità insite nel fattore umano ad essere sfruttate come vie di accesso dalle attività dei criminali informatici. Facendo leva sull'ansia provocata dalla pandemia siamo stati più facilmente manipolabili attraverso le tecniche della persuasione.

Tra i più grandi psicoterapeuti del Novecento, padre ispiratore della PNL, Milton Erickson ha avuto il merito di aver tolto all'ipnosi quell'aura di magico rituale che si portava dietro dal passato per riportarla ad uno stato normale della nostra quotidianità. "L'ipnosi non esiste, tutto è ipnosi" è una sua celebre frase che rende bene questo concetto. Infatti ognuno di noi va naturalmente in trance spontaneamente molte volte al giorno anche senza rendersene conto. La cosiddetta trance di tutti i giorni è quella situazione nella quale diminuisce la tendenza al controllo della nostra attività psichica ed è proprio in questi momenti che siamo più vulnerabili e potenzialmente manipolabili dagli altri. 

Milton Erickson induceva questi stati di trance nella sua attività psicoterapeutica per guarire problematiche anche gravi quali la depressione e le dipendenze, le sue sedute sono entrate a fare parte della storia della psicoterapia. Ma tali situazioni possono essere sfruttate da persone che hanno interesse a farci perdere fette della nostra capacità di controllo per manipolarci, come per esempio nel linguaggio pubblicitario. Anche i criminali informatici vogliono raggiungere lo stesso scopo: farci abbassare la guardia, avere accesso al nostro stato di trance per indurci a fare cose che se fossimo perfettamente consapevoli non faremmo mai. 

Il disagio psicologico che è conseguenza della situazione emergenziale è diventato quindi uno dei principali vettori di attacco. Imparare a capire come funziona la nostra mente agli stimoli delle tecniche di persuasione ci aiuta a costruire quel firewall mentale che purtroppo nessuna tecnologia informatica per quanto avanzata potrà mai offrirci. Se non esiste ancora una patch per le vulnerabilità insite nel nostro modo di pensare allora dobbiamo provvedere a svilupparne una per conto nostro. E questo può essere fatto soltanto attraverso la formazione per migliorare la nostra consapevolezza del rischio informatico per imparare a reagire nel modo corretto agli stimoli delle tecniche di manipolazione.

Nella mia attività ormai quasi trentennale di sistemista informatico, network engineer e di DPO negli ultimi tre anni mi sono reso conto di come la maggior parte degli incidenti informatici derivi proprio da problematiche relative al fattore umano ed in effetti anche una recente ricerca condotta IBM Cyber Security Intelligence Index identifica nell'errore umano il 95% degli attacchi informatici che hanno avuto successo.

Per aiutare privati ed imprese a migliorare la propria capacità di reazione alle tecniche della persuasione, tengo, anche in modalità remota (Skype, G-meet, etc.), corsi di formazione sulla consapevolezza informatica. Per qualsiasi informazione potete contattarmi alla mail info@webstaff.it oppure anche telefonicamente allo 055 578792.

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